I niyama, pratiche di purificazione fisica, mentale e spirituale.

Ciò che noi consideriamo la mente spontanea spesso è il risultato dei residui del passato, delle nostre memorie, che stimolano reazioni, immagini mentali che condizionano il nostro vissuto esistenziale. Gli Yama e Niyama, i primi due aṅga degli Yoga Sūtra di Patañjali non sono regole morali o pratiche rituali, ma stimolatori dell’inconscio che rendono possibile una vita consapevole. Non indicano “cosa fare”, ma come essere. Servono a creare un terreno interiore in cui l’intelligenza sottile, la libertà e la compassione possano fiorire.

Niyama sviluppano una qualità globale di attenzione. Quando l’attenzione è profonda e non frammentata, il comportamento diventa naturale, equilibrato e giusto. La trasformazione non viene dalla volontà, ma dalla chiarezza del vedere.

Niyama conducono a una solitudine creativa — una libertà interiore dalle dipendenze psicologiche, dalla paura, dal bisogno di approvazione. Da questa libertà nasce una relazione più autentica con gli altri: non possesso, non soggezione, ma incontro. Vivere i Niyama significa vivere con totale attenzione, e lasciare che l’intelligenza della vita agisca attraverso di noi. Non è conformismo spirituale: è un’avventura radicale di libertà e consapevolezza.

Śauca e santoṣa non sono pratiche esteriori, ma qualità interiori che emergono da una coscienza vigile e non frammentata.

Śauca, la purezza, non riguarda l’ascetismo o la ricerca di perfezione morale. È semplicità, ordine, trasparenza. Significa liberarsi dagli ingombri mentali ed emotivi, dalle interpretazioni e dai residui del passato che appesantiscono il cuore e rendono torbida la percezione. Quando la mente è pulita da conflitti, paure e immagini, la vita diventa più chiara, più leggera. In questo stato si può vedere la realtà senza deformazioni e agire con precisione, delicatezza e responsabilità.

Santoṣa, la contentezza, è la stabilità che nasce quando non cerchiamo costantemente di essere altrove. Non è rassegnazione né passività, ma gioia sufficiente, gratitudine verso ciò che è, senza inseguire continuamente ciò che manca. Santoṣa è una quieta energia, una capacità di restare presenti con il cuore aperto, senza dipendere dal risultato o dal riconoscimento. Nel momento in cui smette la rincorsa, l’essere umano entra in contatto con una serenità profonda che rende possibile l’azione lucida e creativa.

 

Orario 9.00/12.00

Seminario online su piattaforma zoom.

Iscrizioni aperte

Śauca e santoṣa, così intesi, preparano il terreno per una meditazione viva e per una relazione autentica con gli altri. Portano leggerezza, chiarezza ed equilibrio: qualità indispensabili per esplorare la vita interiore e per essere pienamente presenti nel mondo.

Orario seminario online

9.00/12.00